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Istat: vendite ferme a ottobre

Dicembre 25th, 2014

MILANO - Le vendite al dettaglio ad ottobre restano ferme rispetto a settembre, mentre scendono dello 0,8% su base annua, registrando così il sesto calo consecutivo nel confronto tendenziale. Lo rileva l’Istat, che anche per la parte alimentare segna una variazione ‘zero’ su settembre e un ribasso dello 0,5% sull’anno. A ottobre, per altro, gli italiani erano impegnati in numerose scadenze fiscali: in molti Comuni si è versata la prima rata della Tasi e anche il balzello sulla casa. Nel raffronto con ottobre 2013, risulta ancor più marcata (-1%) la vendita di prodotti non alimentari.

Guardando all’andamento di tutto l’anno, cioè nei dieci mesi tra gennaio e ottobre, l’indice grezzo diminuisce dell’1,3% rispetto allo stesso periodo del 2013. Le vendite di prodotti alimentari segnano una flessione dell’1,1% e quelle di prodotti non alimentari dell’1,2%.

L’Istat offre come di consueto anche il riferimento alla forma distributiva. Secondo l’Istituto, “nel confronto con il mese di ottobre 2013, le vendite segnano una lieve flessione per le imprese della grande distribuzione (-0,1%) e un calo più significativo per quelle operanti su piccole superfici (-1,5%)", sia per la componente alimentare che non.

Nel segmento della grande distribuzione, sembra premiare la specializzazione in un settore merceologico: mentre gli esercizi non specializzati perdono infatti lo 0,6% di vendite, quelli che lo sono guadagnano il 2,5%. “All’interno dei primi, diminuiscono dello 0,6% le vendite degli esercizi a prevalenza alimentare e dello 0,1% quelle degli esercizi a prevalenza non alimentare. In particolare, per quanto riguarda gli esercizi non specializzati a prevalenza alimentare, aumentano sia le vendite dei discount sia, in misura più contenuta, quelle dei supermercati (rispettivamente +2,8% e +0,2%), mentre diminuiscono quelle degli ipermercati (-3,3%)", spiega ancora l’Istat.

Arruolamento esercito o polizia: crolla il tabù del limite di statura

Dicembre 25th, 2014

Alti o bassi, slanciati o tracagnotti, d’ora in avanti tutti abili e arruolati. Basterà la buona salute.

Esercito, Polizia e Vigili del Fuoco si aprono ai corti. Lo ha deciso la Camera in nome dell’uguaglianza, cancellando un altro dei tabù d’Italia.

Fino a qualche giorno fa per aspirare a diventare caporalmaggiore, poliziotto o pompiere occorreva in statura una dotazione minima di centimetri: 165 per gli uomini, 161 per le donne. Adesso serviranno «parametri fisici correlati alla composizione corporea, alla forza muscolare e alla massa metabolicamente attiva». Nessuno sa cosa ciò voglia dire, ma ci sarà tempo per pensare alle traduzioni dal burocratese. Per il momento, si festeggia l’abolizione di una norma che l’elevarsi (fisico, per carità) della popolazione aveva già in larga parte disapplicato. Dopo la seconda guerra mondiale, una volta ripreso a mangiare, per come certifica la britannica University of Essex gli italiani avevano ricominciato anche a crescere in altezza: se tra il 1871 ed il 1911 s’erano alzati di 0,72 centimetri, dal 1950 in poi hanno guadagnato in media, ogni decennio, un centimetro e mezzo. Fino ad arrivare - secondo l’Istat - a standard ancora lontani (pure in questo) da quelli europei, ma che toccano oggi i 175 centimetri per i maschi ed i 162 per le femmine.

Eppure, l’abrogazione del tetto non è stata cosa semplice. In prima linea, sul fronte dei contrari, era sceso addirittura il capo di Stato maggiore della Difesa. L’ammiraglio di squadra Luigi Binelli Mantelli aveva notificato agli inquilini di Montecitorio un parere di fuoco, che sembrava non lasciare scampo ai piccoletti: «Specifici parametri antropometrici costituiscono riferimento per la costruzione di unità navali, sommergibili, velivoli, veicoli tattici e persino dell’armamento individuale». Insomma, per i militari ridotti alle pezze dai continui tagli, pareva voler lasciare intendere l’altissimo ufficiale, sarebbe stata una tragedia provvedere all’acquisto di divise della giusta taglia o all’adeguamento di caccia e affini, non potendosi ritenere onorevole né sufficiente un passaggio dal sarto per adattare le uniformi disponibili o un salto dal meccanico per rialzare i seggiolini di comando. Per lui è stata una Caporetto. «L’intento è di favorire, con l’arruolamento, importanti opportunità lavorative», ha cannoneggiato pragmatica la relatrice del provvedimento, la democratica Silvana Amati, chiudendo il caso.

Così, come se la fioritura del Pil fosse questione di centimetri, s’è risparmiato sull’altezza. Per la felicità di molti, ma non di tutti. I nuovi parametri, alla faccia della parità, non valgono per i corazzieri: per loro restano obbligatori quota 190 ed una costituzione adeguatamente armoniosa. Con buona pace di Renato Rascel e di quelli «alti» come lui: corazzieri nel cuore, che l’Italia dei veri falsi buonisti rifiuta.

FONTE TRATTA DAL GIORNALE.IT

http://www.ilgiornale.it/news/politica/basta-limiti-statura-anche-i-piccoletti-potranno-arruolarsi-1077969.html

Internet: Corea del Nord web in tilt

Dicembre 25th, 2014

I collegamenti internet in Corea del Nord, normalmente limitati, sembrano in queste ore saltati del tutto. Per diverso tempo l’accesso al web per i pochi nordcoreani a cui e’ consentito e’ stato impossibile. I motivi non sono ancora chiari, ma secondo alcuni esperti potrebbe trattarsi di una ritorsione americana all’attacco dei pirati informatici alla Sony Pictures, di cui l’Fbi ha pubblicamente attribuito la responsabilità a Pyongyang (che nega). “Non ho mai visto prima un’instabilità e interruzione del genere” in Corea del Nord, ha affermato Doug Madory, direttore di analisi internet al Dyn Research, citato da Abc News.

“Normalmente ci sono salti della connessione, non problemi continui.Non sarei sorpreso se stessero al momento ricevendo un qualche genere di attacco", ha aggiunto. Nei giorni scorsi Barack Obama aveva affermato che gli Stati Uniti avrebbero reagito con una “risposta proporzionata” agli attacchi informatici che hanno indotto la Sony Pictures ad annullare l’uscita nelle sale del film satirico ‘The Inteniew’, che racconta di un fantasioso attentato per uccidere il leader nordcoreano Kim Jong-un. Attacco che, secondo il presidente americano, ha rappresentato una forma di “cyber-vandalismo, non un atto di guerra” e che tuttavia non puo’ restare impunito perche’ non e’ accettabile che ci sia “un dittatore da qualche parte capace di imporre la censura qui, negli Stati Uniti".

Proprio oggi, la portavoce del Dipartimento di Stato Maria Harf ha detto del resto che delle rappresaglie americane “alcune si vedranno, altre no". Pyongyang smentisce peraltro qualsiasi addebito e la questione e’ oggi arrivata fino all’Onu, dove l’ambasciatrice americana Samantha Power ha respinto la proposta nordcoreana di un’inchiesta congiunta sugli attacchi degli hacker che hanno colpito la Sony. “Non contenta di negare la liberta’ di espressione al suo popolo, la Corea del Nord sembra adesso voler fare lo stesso negli Stati Uniti", ha tuonato la Power nel corso di un dibattito al Consiglio di Sicurezza sulla situazione dei diritti umani sotto il regime di Pyongyang. La Corea del Nord fa un uso estremamente limitato di internet. Secondo il Nyt, dispone ufficialmente di soli 1.024 indirizzi IP (internet protocol). Per avere un idea, basti pensare che gli Stati Uniti ne hanno diversi miliardi.

FONTE TRATTA DALLA GAZZETTA DEL SUD

http://www.gazzettadelsud.it/news//121615/Corea-Nord–web-in-tilt.html

Tecnologia indossabile: Smarteyeglass Attach

Dicembre 25th, 2014

Pronti a far concorrenza ai Google glass. Ma con un approccio del tutto diverso da quello dell’azienda americana. Il colosso nipponico Sony è pronto a svelare una versione rivista e corretta dei Google Glass. La differenza fondamentale è che il prodotto Sony è costituito da un kita, che, a differenza degli occhialini di Mountain View, si monta su un paio di normalissimi occhiali arricchendoli con un display che potrà fornire una serie di informazioni supplementari in modo da rendere disponibile una vera e propria realtà aumentata.. Annunciato all’Ifa di Berlino lo scorso settembre, il kit «Smarteyeglass Attach!», questo il nome, verrà presentato al Ces di Las Vegas in programma a gennaio.

Come funziona

Il sistema funziona con un display Oled a colori in grado di mostrare informazioni e immagini a chi lo indossa, ma abbastanza piccolo da lasciare libero il campo visivo. Il resto, dalla batteria al processore ai sensori, è alloggiato sulle stanghette. Al Ces ne verrà presentata una prima versione commerciale. La versione definitiva e la relativa produzione di massa è prevista comunque nel corso del 2015. Il dispositivo, pensato principalmente per sportivi e professionisti, è un’evoluzione degli originali SmartEyeglass, gli occhialini per la realtà aumentata svelati da Sony al Ces del 2014 e che dovrebbero entrare in commercio, per gli sviluppatori di applicazioni, entro la fine di marzo.

Film consigliato: Un gatto a Parigi

Dicembre 25th, 2014

DATA DI USCITA: 18 dicembre 2014
GENERE: animazione
ANNO: 2010, Francia
REGIA: Alain Gagnol, Jean-Loup Felicioli
CAST: Dominique Blanc, Bernadette Lafont, Bruno Salomone, Jean Benguigui, Oriane Zani
TITOLO ORIGINALE: Un vie de chat
DURATA: 65 minuti

TRAMA DEL FILM:

Dino è un gatto dalla doppia vita. Di giorno vive con Zoe, una ragazzina la cui mamma, Jeanne, è agente di polizia. Di notte lavora con Nico, un ladro dal cuore grande. Zoe si è chiusa nel silenzio dopo la morte del padre, avvenuta per mano del gangster Costa. Un giorno il gatto Dino porta a Zoe un bracciale preziosissimo. Lucas, vicecomandante di Jeanne, si accorge che il bracciale fa parte di una collezione di gioielli rubati. Una notte Zoe decide di seguire Dino. Sul suo tragitto intercetta per caso una conversazione tra alcuni malviventi e scopre che la sua babysitter fa parte della loro banda.
Felicioli e Gagnol sono due firme ben note a chi si interessa di un cinema di animazione che esca dagli schemi della ripetitività grafica. Entrambi fanno parte del prestigioso studio Folimage e hanno collaborato alla realizzazione di La profezia delle ranocchie e in questo loro primo lungometraggio mostrano come sia possibile coniugare un disegno interessante anche per un pubblico adulto con una storia che può essere messa proficuamente a confronto con modelli classici uscendone vincente per originalità.
Vengono infatti subito in mente Gli Aristogatti e La carica dei 101 (quest’ultimo per la descrizione dei malviventi e per un possibile parallelo tra Crudelia Demon e Costa).
L’obiettivo però qui non è tanto quello di creare di caratteri quanto piuttosto di affrontare il lato umano dei personaggi. Il rinchiudersi nell’assenza di parola di Zoe così come il suo rapporto con la mamma sono trattati con misura e sensibilità. Lo stesso accade per Nico, ladro dal cuore d’oro destinato a un futuro meno avventuroso ma più appagante. A Dino spetta di fare da trait d’union tra gli umani e lo sa fare conuna nonchalance da gatto…parigino.

TRAILER: