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Archivi per: Dicembre 2014, 26

Tsunami 2004 dieci anni dopo, Save the Children: 1300 bambini riuniti alle famiglie

Dicembre 26th, 2014

Un milione di persone raggiunte dagli interventi umanitari in oltre mille città e villaggi in Indonesia, Sri Lanka, India, Thailandia e Somalia e circa 1.300 bambini riuniti ai loro parenti sopravvissuti. A distanza di dieci anni dal terribile tsunami che nel 2004 sconvolse il Sud-est asiatico, il rapporto di Save the children, l’organizzazione nata nel 1919 per difendere la vita e di diritti dei bambini, “Tsunami, dieci anni dopo. Storie di cambiamento” racconta le belle storie di persone che sono riuscite, grazie agli aiuti, a rifarsi una vita dopo la tragedia.

Le testimonianze raccontano come gli investimenti abbiano contribuito alla riduzione dell’impatto delle catastrofi. Sia in Sri Lanka che in Indonesia sono stati fatti importanti passi avanti in termini di rafforzamento della politica di gestione delle catastrofi, sono state fatte modifiche strutturali nelle abitazioni private e negli edifici pubblici per consentire loro di resistere a disastri in futuro, ed è stato predisposto un sistema di allarme rapido per l’evacuazione in caso di tsunami. Anche a livello comunitario oggi vi è una maggiore consapevolezza su cosa fare in caso di un disastro.

Subito dopo la catastrofe le prime operazioni si sono concentrate sull’emergenza alimentare, abitativa e sanitaria e, in un secondo tempo, sulla ricostruzione. Fondamentali sono stati i programmi di protezione dei minori rimasti soli, separati dalle loro famiglie, spesso senza sapere se genitori, fratelli, sorelle o altri parenti, erano ancora vivi. In alcune aree di Indonesia e Sri Lanka, in particolare, la collaborazione fra Save the Children e le autorità locali ha permesso di predisporre rapidamente spazi sicuri e strutture di accoglienza per bambini e adolescenti, con un supporto psicologico dedicato, e rintracciare, ove possibile, i familiari all’interno dei centri per gli sfollati. In questo modo circa 1300 bambini si sono ricongiunti con i loro parenti sopravvissuti.

Tra le storie di cambiamento, c’è quella di Ibu, da trent’anni insegnante in una delle scuole elementari di Banda Aceh, la provincia indonesiana più colpita dal maremoto. La scuola di Ibu è una di quelle ricostruite da Save the Children nell’ambito dei programmi di Educazione. “Abbiamo sentito il terremoto e poi un’esplosione. I bambini sono fuggiti all’esterno, urlando e chiedendo aiuto. Il mare si alzava verso la terra", racconta Ibu.

“Siamo tornati dopo due giorni - prosegue l’insegnante - per capire cosa fosse rimasto della scuola e intorno a noi c’erano solo cadaveri. Erano bambini che abitavano nei dintorni e abbiamo cercato nei loro zainetti per cercare di capire chi fossero e riconsegnare i corpi alle loro famiglie. Mio figlio era con me e ancora oggi non riesco ad immaginare come possa essersi sentito a vedere lì i corpi dei suoi amici”.

“Prima dello tsunami - continua Ibu - gli studenti della nostra scuola erano 125, dopo ne sono rimasti 75. La comunità si è ridistribuita diversamente sul territorio, la maggior parte delle persone non aveva un posto dove vivere. Molti stavano in una caserma. I bambini sono stati ospitati da Save the Children e sono potuti tornare a scuola. Per un anno abbiamo insegnato dentro una tenda, ma abbiamo potuto avere sostegno dall’Organizzazione, che ha dato ai bambini kit per studiare e cibo e a noi insegnanti una formazione per affrontare la nuova situazione così difficile".

Ora la situazione è completamente diversa e il futuro di queste persone è più sereno. “Quando la scuola è stata ricostruita - racconta Ibu - sono state aggiunte altre tre aule a quelle che avevamo prima dello Tsunami. È stato ricostruito il cortile, che spesso prima era allagato. Oggi abbiamo una scuola migliore e i bambini sono felici perché hanno una scuola più bella di quella di prima. Questa scuola può resistere al terremoto. Ora siamo più sereni".

Dopo le Province, ora tremano le Regioni: potrebbero scendere da 20 a 12

Dicembre 26th, 2014

Dopo le Province, a saltare ora potrebbero essere alcune Regioni . A lanciare la proposta di accorpamento tra alcune entità regionali sono l’Onorevole Roberto Morassut e il Senatore Raffaele Ranucci: i due esponenti del Pd hanno presentato alla Camera dei Deputati un disegno di legge costituzionale per ridurre le regioni italiane da 20 a 12. Se la legge sarà approvata nei due rami del Parlamento, la geografia politica del paese cambierà notevolmente e quella che era la Provincia di Roma, diventerà la Regione di Roma Capitale.

“Dopo 45 anni dalla nascita delle regioni – hanno spiegato in una nota congiunta Morassut e Ranucci – pensiamo che in Italia sia arrivato il momento di discutere concretamente di una riforma del regionalismo. Oggi ci troviamo in una fase in cui stiamo riorganizzando lo stato, le massime istituzioni, e le basi fondamentali della nostra Costituzione; parliamo poi di riforma della legge elettorale e discutiamo di spending review, cioè di riduzione delle spese. Allora, in questo quadro, il tema delle regioni diventa fondamentale".

I due parlamentari hanno spiegato meglio: “Le Regioni sono nate negli anni ’70 per cercare di dare rappresentanza alle diverse identità italiane. Ma se in una prima fase hanno fatto bene e hanno aiutato la crescita del Paese, in un secondo momento sono diventate protagoniste di fenomeni non positivi della vita pubblica. 15 sono finite sotto inchiesta, 494 sono stati i consiglieri coinvolti, quasi 60 milioni di euro – tutti soldi pubblici – la cifra sulla quale i magistrati stanno ancora indagando. È per questo che ora bisogna cambiare".

Secondo la proposta di legge costituzionale, le 12 entità regionali risultati dall’accorpamento di più territori sarebbero le seguenti:

1. Regione Alpina:
comprensiva delle ex Regioni Valle d’Aosta, Piemonte e Liguria.

2. Regione Lombardia

3. Regione Emilia-Romagna:
comprendente la ex Regione Emilia - Romagna e la provincia di Pesaro.

4. Regione Triveneto:
comprendente le ex Regioni del Veneto, del Friuli-Venezia Giulia e del Trentino

5. Regione Appenninica:
comprendente le ex Regioni della Toscana, dell’Umbria e della provincia di Viterbo.

6. Regione Adriatica:
comprendente la ex Regione Abruzzo e le province di Macerata, Ancona, Rieti, Ascoli e Isernia.

7 . Regione di Roma Capitale:
comprendente la ex Provincia di Roma.

8 . Regione Tirrenica:
comprendente la ex Regione Campania e le province di Latina e Frosinone.

9 . Regione del Levante:
comprendente la ex Regione Puglia e le Province di Matera e Campobasso.

10. Regione del Ponente:
comprendente la ex Regione Calabria e la Provincia di Potenza.

11. Regione Sicilia

12 Regione Sardegna

Angelino Alfano: "Sicurezza, un anno positivo: 150mila delitti in meno"

Dicembre 26th, 2014

Il ministro dell’Interno, Angelino Alfano, ha tracciato un bilancio dell’attività delle forze dell’ordine, indicando gli obiettivi del Viminale per il 2015. Quello che si chiude è stato un “anno positivo” sul fronte della sicurezza, con 150mila delitti in meno commessi in Italia, ma con alcune “zone d’ombra” che stanno a significare che c’è ancora molto lavoro da fare. Tra i prossimi obiettivi una legge contro il terrorismo internazionale.

“Non ci accontentiamo dei risultati raggiunti - ha detto Alfano - siamo convinti che l’Italia sia un paese sicuro in cui vivere e che le nostre città lo siano più di altre capitali europee. Ma vogliamo renderle ancora più sicure". 

La legge contro il terrorismo internazionale alla quale si guarda risponderebbe alla necessità di punire non solo i reclutatori ma anche chi parte per andare a combattere nei teatri di guerra e di applicare il regime di sorveglianza speciale utilizzato per i mafiosi anche ai presunti terroristi, un provvedimento sulla sicurezza urbana, per inasprire la lotta all’abusivismo e alla contraffazione, una legge che garantisca la certezza della pena.

MENO DELITTI NEL 2014. L’indice di delittuosità in Italia, vale a dire il rapporto tra i delitti commessi e il numero di abitanti, ha spiegato il ministro, e’ calato del 7,7% nel 2014. Complessivamente ci sono stati 150 mila delitti totali in meno commessi in Italia: il calo degli omicidi è ell’11,7%, quello delle rapine del 13% mentre quello dei furti è dell’1,1%.

FEMMINICIDIO: In calo, del 9,4%, e’ anche il numero di omicidi con donne vittime, mentre 160 sono i provvedimenti di allontanamento del coniuge violento. “La legge ha prodotto miglioramenti - ha detto Alfano - ma dobbiamo ancora lavorare.

VIOLENZA STADI: Un altro fronte che ha fatto registrare numeri positivi è quello della violenza negli stadi. Il numero di incontri con feriti è calato del 12%. I feriti totali sono scesi del 22%: un 30% in meno tra i tifosi e un 22% in meno tra le forze dell’ordine. Gli arresti sono saliti invece del 50%, passando da 82 a 123. Quanto ai Daspo, ce ne sono attualmente in vigore 4.973 di cui 533 relativi al 2014.

MANIFESTAZIONI DI PIAZZA: Dall’insediamento del governo Renzi, il Viminale ha gestito oltre 16mila manifestazioni, di cui 6.369 legate al tema sindacale o occupazionale. In piazza ci sono stati complessivamente 563 arresti, 5.957 denunce e 731 feriti tra le forze dell’ordine. Proprio quest’ultimo dato rappresenta una delle “zone d’ombra” di cui ha parlato Alfano: “l’incolumità fisica delle forze dell’ordine e’ un diritto che non e’ sottostante rispetto al diritto a manifestare la propria opinione. Interverremo per rendere più sicura la loro azione".

CONTRAFFAZIONE: Il ministro ha poi definito la lotta all’abusivismo commerciale una “priorità” del ministero e i dati confermano l’impegno: i beni sequestrati sono aumentati del 505%, per un valore complessivo di 643 milioni.

CRIMINALITA’ ORGANIZZATA: Sul fronte della lotta alle mafie, c’è stato un aumento delle operazioni di polizia giudiziaria del 18%, mentre sono stati arrestati 19 latitanti inseriti nella lista del Viminale. Il valore dei beni sequestrati ammonta a 8,6 miliardi, quello dei beni confiscati a 3 miliardi.

IMMIGRAZIONE: Nell’anno zero degli sbarchi - quest’anno sono stati 167.462, un numero mai raggiunto, 206.118 dall’insediamento del governo - le forze di polizia hanno arrestato 728 scafisti. Sono stati spesi invece 114 milioni per l’operazione Mare Nostrum.

FONTE TRATTA DA TGCOM 24

http://www.tgcom24.mediaset.it/cronaca/lazio/angelino-alfano-sicurezza-un-anno-positivo-150mila-delitti-in-meno-_2086200-201402a.shtml